l’album dal 21 marzo solo su Bandcamp
i singoli “Quello che conta” e “Non ci vuole poi molto a scrivere una canzone” sulle piattaforme di streaming
Rosendorf è pseudonimo e alter ego di Enrico Nanni, cantante, autore, compositore e pessimo strumentista.
Dal 1994 al 2010 canta e scrive tutti i testi degli Aut, gruppo trevigiano di cui si trova ancora traccia attraverso “Q-Disc”, EP di 4 brani prodotto da Andrea Chimenti e Matteo Buzzanca, e la partecipazione a “Raccol(i)ta dei Rancorosi - Omaggio a Vinicio Capossela” con “Fatalità”, entrambi reperibili su SoundCloud.
Dal 2010 è cantante, autore dei testi e, in parte, delle musiche della band Radio-Line(e), con la quale, tra il 2022 e il 2023, pubblica tre singoli. Le canzoni sono le anticipazioni di un album che, purtroppo, non vedrà mai la luce.
Abbandonato il gruppo, nel 2024 Enrico comincia a lavorare alla stesura dei brani per il suo progetto solista “Rosendorf”, delineandone anche l’immagine, forte, ma sfuggente, artefatta, ma autentica, primordiale, ma evoluta, a rappresentarne l’essenza: la musica come urgenza soggettiva, attraverso la quale esorcizzare l’inadeguatezza, oggettiva emergenza personale. Un autoritratto in forma sonora.
Nelle composizioni, assenza e mancanza diventano parola, scrivere è necessario per restare umani. Le canzoni sono confessioni lucide: nel dolore privato, la disillusione verso la società, le libertà negate e l’emarginazione, Rosendorf canta l’uomo nei fallimenti, nella vulnerabilità, ma anche nella capacità di resistere e ricordare, cercando verità nella finzione e forza nella fragilità.
Il progetto “Rosendorf” prende vita con “Non ci vuole poi molto a scrivere una canzone”, un album di 8 canzoni che conta sulla produzione artistica di Beatrice Antolini - anche co-autrice di due brani -, registrato agli studi Fonoprint di Bologna tra Maggio e Dicembre 2025, uscito il 21 marzo 2026 solo su Bandcamp.
D’un tratto è luce, palpita
Sospeso fuoco illumina
La punta increspa, lacera
La mano traccia, si agita
Enrico Nanni: voce, pianoforte
È tutto qui?
Quello che ride e schernisce la morte è solo la sorte,
puoi prenderne parte
È tutto qui?
Le carte, le stelle, i sestanti, ma siamo distanti,
come solo gli amanti che bruciano affranti
Le vele che spiegano al soffio dei venti
Quale la rotta? Quali tormenti?
La Terra ingrandita da piccole lenti a scrutare orizzonti
Recise le gambe, ora chiamano in forze a sganciare le bombe
Ed è così
che scuotiamo la testa, diciamo che basta,
ma quello che resta non è una festa
Ed è così,
impegnati a mentire e a sostituire
parole d’amore, indulgente dolore
Con nuovi armamenti,
proiettili a salve e gran complimenti
a tutti gli astanti, tutti i presenti
Cercare evasione in viluppi di spine
in intrichi di stenti
Le sbarre alla porta, la chiave nascosta e il coltello tra i denti
Quello che conta non passa mai
È la distanza che allunga il tuo tempo
ed i giorni che in fondo erano solo tuoi
Ed è ancora qui
il trasporto profondo, il profumo del mondo
l’ennesimo affondo, il tuo girotondo
coi suoi mutamenti
Regali costosi, galà seducenti,
tra mille spaventi, lacune evidenti
Restando aggrappati a belati insistenti,
le scuse asfissianti
Il letto rifatto, nel cuore trafitto, in balìa degli eventi
Quello che conta non passa mai
È la distanza che allunga il tuo tempo
ed i giorni che in fondo erano solo tuoi
Enrico Nanni: voce, pianoforte
Beatrice Antolini: sintetizzatore, voce
Nicola Casellato: violino, viola
Angelo Michieletto: chitarra acustica, chitarra elettrica
Eddy Bassan: chitarra elettrica
Luca “Roccia” Baldini: basso
Giorgio Cedolin: batteria
Io non ci sarò,
nemmeno le stelle a guardarmi
e non ti vedrò,
il cuore ad avvelenarmi
senza sapere dove andrai
Io che vorrei
rispondere sempre per i guai che fai,
non ti guiderò
e non potrai mai respirare quello che sei
Che ne sanno le stelle di cosa saremo
quando il tempo si ferma e si arrende al destino?
Ma se me ne andrò potrò mai più tornare?
Se non ci siamo mai persi, come potremmo mai ritrovare?
Ma in fondo lo so,
in giorni di inerzie e silenzi,
che non avrò più nulla che possa insegnarti
Se avessi dato più tempo
Se l’avessi fatto più spesso
Che ne sanno le stelle di cosa saremo
quando il tempo si ferma e si arrende al destino?
Ogni giorno mi manchi e mi chiedo se è vero
se l’amore che ho dato è bastato davvero
Perché sembra impossibile
sembra impossibile
incomprensibile
Tu non sei colpevole
Enrico Nanni: voce
Beatrice Antolini: pianoforte, sintetizzatore, chitarra elettrica
Nicola Casellato: violino
Massimo Donati: basso
Giorgio Cedolin: batteria
I fili d’erba che toccano il naso
Lo sguardo umido accompagna il volo
di questo sciame,
nel tuo sognante abbandono
Ma le nuvole son scie lontane
e gli occhi hanno ancora fame,
il cuore di scappare
verso un posto migliore
Madame ti può consolare
la zia, l’amica del cuore
Al posto di un aeroplano
c’è una nave pronta a schiantare,
che a chiamarla nave,
ci si può pure sporcare
Non c’è più nome, né identità
Madame lo giura, ti salverà
Scorda la tua dignità
la provenienza e nazionalità
Un piccolo balzello da ammortizzare,
in rate comode da ripagare
Devoti a Dio, alla patria ed al focolare
pochi minuti di piacere, nel prezzo
assoluzione totale
senza scontrino fiscale
la strada è casa, ufficio, calma apparente
“Illustre Giudice, la prova schiacciante
una sgualdrina impudente
da rispedire al mittente
È necessaria, evidente, una condanna esemplare
un monito che metta tutti quanti a tacere!”
La libertà è un diritto negato
la sensibilità un concetto perduto,
Chi guarda dall’alto e impone il suo veto,
chi volta lo sguardo, tirandosi indietro
La civiltà è un concetto obsoleto,
la felicità un diritto smarrito,
che quando si sceglie un nuovo vestito
c’è sempre chi sbuffa, chi dice è proibito
Invece del passaporto
la carta che certifica il torto in bella calligrafia
Un foglio dice “vattene via!”
Colpevole di un sogno da realizzare
L’affronto a chi ha una vita meno peggiore
La libertà è un diritto negato
la sensibilità un concetto perduto
Chi vende e chi compra, chi dà il benservito
C’è chi punta il dito, chi assolve il peccato
La civiltà è un concetto obsoleto
la felicità un diritto smarrito
Chi guarda dall’alto e impone il suo veto
chi volta lo sguardo, tirandosi indietro
Alla fine l’aeroplano l’hai preso
ironia della sorte
non era come l’avevi atteso
“There was a fanfare playing in my head
and I felt like getting high” N.Y.
Enrico Nanni: voce, pianoforte
Riccardo Vidotto: tromba, flicorno
Angelo Michieletto: chitarra acustica, chitarra elettrica
Massimo Donati: basso
Giorgio Cedolin: batteria
Le casse accatastate al molo
il legno come bare
mentre il nemico ostenta i suoi trofei
di stanze ancora calde e vita
strappata, poi taciuta
Le raffiche di bora sui cortei
Negli occhi dei bambini
a salutare gli ultimi
i vecchi consumati, deboli
Tra passi incerti, inermi attese
per quello che non c’è
I ponti pieni di speranza fievole
‘Che non ne trovi il senso
se non tra l’uomo e la follia
Il delirio assurdo di un’ideologia
Pola addio, non tornerò
ma porterò con me
la consapevolezza giovane
di terre case e vivere
Distinguerò il dolore
Le cicatrici morderanno al buio
quando non saprò dimenticare
I sacchi pieni, le vite andate
raccolte in un baule
Non c’è perché, non ce ne sarà mai
I calci dei fucili
le urla cariche di odio
le fosse pronte, orridi carnai
Enrico Nanni: voce, pianoforte
Beatrice Antolini: pianoforte
Nicola Casellato: violino, viola
Angelo Michieletto: chitarra acustica, chitarra elettrica
Massimo Donati: basso
Giorgio Cedolin: batteria
Silvio Cherbavaz: voce
Tu
non sai decidere
e non sai più comprendere
che il sole alle porte di Maggio
regala il suo indizio
Mentre noi
come dei vuoti a perdere
restiamo sospesi nel sogno senza gratitudine
Ma il tempo si fa più coraggio
l'ebbrezza del viaggio
Ora è più semplice
non è più stupido pensare
che la vita sia un piacere
Ora è più semplice
niente più da dimostrare
nulla da giustificare
Noi
tra rimpianti e inquietudine,
appesi ad un filo che oscilla,
nella solitudine
Ma nulla poi cambia davvero
nel punto di vista il disgelo
Ora è più semplice
non è colpevole pensare
che la vita sia un piacere
Ora è più semplice
non è più il tempo per odiare
ma comprendere e ascoltare
Tonight I'll take a breath, wait for the sun,
Wake up and feel, no longer on the run.
Ora è più semplice
Tutto è più semplice
Ora è più semplice
Non c’è più nulla a cui pensare
Tutto è più semplice
Enrico Nanni: voce, pianoforte
Beatrice Antolini: sintetizzatore, percussioni
Nicola Casellato: violino, viola
Angelo Michieletto: chitarra acustica, chitarra elettrica
Massimo Donati: basso
Giorgio Cedolin: batteria
Silvio Cherbavaz: voce
Non ci vuole poi molto a scrivere una canzone
ritornelli ammiccanti con parole buone
Ricercare nei suoni, configurazioni
melodie emozionanti strappa sensazioni
L’attenzione riposta male nei rumori
disegnando le trame dei miei malumori
Litigare di brutto sulle soluzioni
scoraggiarsi non poco agli esiti degli esami
Non ci vuole poi molto a scrivere una canzone
che non sia mai banale, che non faccia soffrire
se si vuole scavare oppure stare male
esorcizzare il dolore senza darlo a vedere
Che non sia mai un insulto, un’attenzione sospesa
e non urtare le parti, e non rischiare la resa
senza incorrere in torto, imperdonabile offesa
Una vita divisa, dopo una lunga attesa
Ma qui
qui si vomita l’anima, qui
Non c’è niente di meglio di una nuova canzone
per levare il disturbo, per poi ricominciare
per fermare obiettivi senza condivisione
catalogare le prove, sublimare l’errore
per buttare alle spalle, ogni mia delusione
strutturare gli intenti, la visione interiore
tra distanze emotive senza più connessione
fuori passo da tempo, senza ormai più ragione
Ma qui
Qui si vomita l’anima
Qui, la mia parte più intima
Qui si addomestica il demone
nascondendo le lacrime, la cenere
Attendiamo il tramonto, pronti a ricostruire
Riscriviamo il racconto, vivi nel perseverare
Ripristinare la quiete, l’armonia dell’amore
Qui
Qui si vomita l’anima
Qui si addomestica il demone
Qui si nascondono lacrime
Per fuggire le tenebre
Enrico Nanni: voce, chitarra elettrica
Beatrice Antolini: pianoforte, sintetizzatore, chitarra elettrica
Nicola Casellato: violino, viola
Angelo Michieletto: chitarra elettrica
Massimo Donati: basso
Claudio Adamo: basso aggiunto
Giorgio Cedolin: batteria
Non dire mai
che sei per me
solo un inganno
di poche pagine
Non dirlo mai
perché senza te
resta l’affanno
solo la cenere
E se non va
torna a sentire
che già lo sai
quanto fa bene
Così com’è
la necessità
posa lo sguardo
la penna sul foglio
Quello che non c’è
ci perdonerà
Mentre ti guardo
Io ti riconosco
E se non va
tu scavami dentro
che non potrei
più farne a meno
E se non va
sveglia il silenzio
che non potrei
più farne a meno
Enrico Nanni: voce, pianoforte, sintetizzatore
16/04/2026 | RadiostART
Intervista a “Secondo Tempo” con Francesco Bibone
12/04/2026 | Radio Sherwood
Intervista a “Snatura Rock” con Francesca Ognibene
08/04/2026 | Wideline Radio
Intervista + mini live a “Wide People” con Gilberto Zorat
06/04/2026 | Radio Fly Web
Intervista a “Indie casting” con Matteo Teo Cimatti
01/04/2026 | Rosendorf: un disco per chi è pronto a sputare l’anima
La monografia di Pierpaolo Scuro dedicata a “Non ci vuole poi molto a scrivere una canzone”
per Parole e Suoni Podcast (anche su Spotify)
30/03/2026 | R102
Intervista a “120 Chicchi di Musica”
26/03/2026 | Radio Base Venezia
Intervista a “L’Urlo” by Steve Giant
22/03/2026 | Dump | Treviso
Enrico Nanni presenta ROSENDORF live @ Dump